Il cinema che non dimentica. Tantissimi i film che si basano o trattano il tema della malattia dell'Alzheimer nei film.

L’Alzheimer è una delle malattie neurodegenerative più conosciute, essendo il sintomo più caratteristico della progressiva perdita di memoria (che si verifica gradualmente), insieme alla cosiddetta sindrome aphaso-apraxo-agnosica in cui si riscontrano anche perdite nella capacità del linguaggio, sequenziamento dei movimenti e riconoscimento degli stimoli. Talmente invalidante al punto da interferire con le attività della vita quotidiana. Non si perde soltanto la memoria. Non ci si dimenticano soltanto i nomi delle persone e delle cose. Si perde la capacità di collegare le parole al mondo che ci circonda, e quindi di rappresentarlo. Ci si dimentica di come si svolge qualsiasi azione necessaria alla vita di tutti i giorni. Una malattia, i cui sintomi provocano sgomento e sofferenza anche nelle esistenze dei caregiver (famigliari e amici) dei pazienti, troppo spesso non completamente compresi da tutti coloro che fortunatamente non ne sono direttamente “coinvolti”.
La durezza di questa “esperienza” ha interessato (e continua a farlo) tutte quante le arti, in particolare la letteratura e il cinema.

recensione film still Alice

Raccontate dal grande schermo, le storie di malati di Alzheimer e dei loro familiari possono mettere questi ultimi di fronte a ciò a cui si andrà incontro e prendere anche coscienza che in questa malattia, i cui numeri stanno aumentando sempre di più, non si deve restare da soli. Difatti la stima è di più di un milione di persone in Italia e più di 44 milioni in tutto il mondo: queste sono le cifre che rendono l’Alzheimer un grave fenomeno globale da affrontare, ma, soprattutto, di cui parlare.
Dietro la vergogna che prova chi si trova allo stadio iniziale, e dietro quella della famiglia di un malato il cui cammino verso la fine della vita passa attraverso un processo molto lento e ininterrotto (e inevitabile), ci sono tantissime storie da raccontare e da ascoltare, a cui il cinema sta dedicando sempre di più spazio, riuscendo spesso nel nobile tentativo di amplificarne la conoscenza. Capirla sicuramente non sarà sufficiente per guarirla, ma può sicuramente aiutare (e molto) ad affrontare e gestire paura, impotenza, rassegnazione e rifiuto di questa malattia ancora vissuta come “tabù”.

“Alzheimer non è la malattia del malato, ma è la malattia dei parenti”.

Raccontare come ci si trova improvvisamente a diventare genitori dei nostri genitori o dei nostri partner è una vera e propria sfida ai pregiudizi e alla negazione che racchiude in sé. Eppure alcuni registi lo hanno fatto portando sullo schermo storie di coppie solide, matrimoni ultra-decennali in cui la malattia di uno dei due coniugi ha trasformato completamente il rapporto di coppia, così come quelle di figli che si sono trovati a dover invertire, reinventare e imparare un nuovo ruolo con il proprio padre o con la propria madre. Le storie descritte nei film possono mettere il familiare o l’amico caro di un malato di fronte a ciò a cui si andrà incontro e prendere anche coscienza che in questa malattia il suo approccio fa la differ

Esistono diversi film infatti che ci insegnano a riconsiderare la malattia di Alzheimer come un’opportunità per interrogarci sul senso del nostro vivere quotidiano, su quali “valori” fondiamo la nostra vita personale e la relazione con gli altri.

 Tutti noi vorremmo fuggire da un flagello personale così subdolo e devastante: che la predisposizione alla malattia sia scritta nel codice genetico, che avvenga a causa di agenti fisici, o che venga scatenata o favorita da sofferenze interiori non esplicitabili è, almeno per certi aspetti, ancora in fase di accertamento. Emerge comunque che chi si ammala va incontro ad un sovvertimento della vita affettiva e di relazione. Spesso, il malato chiede, a chi si occupa di lui, di proteggerlo dall’autodistruzione e, allo stesso tempo, di accompagnarlo discretamente, con rispetto e accettazione della diversità.

Il cinema, attraverso le sue immagini, purché esposte con arte e chiarezza, può dare un valido contributo alla creazione di un pensiero nuovo, necessario per preparare persone consapevoli e pronte ad affrontare con la forza necessaria la sfida che presenta la malattia di Alzheimer.

A una società affetta da un Alzheimer collettivo la cui forma patologica sembra escludere pervicacemente qualsiasi riferimento al passato recente e, ancor più, va ricordato che è grazie alla presa di coscienza della nostra storia, che passa attraverso quella di chi ci ha preceduto, che si può camminare verso il futuro. E di tutti noi è il compito di farlo sapendo che una riflessione profonda e uno sguardo sensibile ed acuto (che ritroviamo nei film che vi suggerisco sotto) nei riguardi di chi soffre di questa malattia sono in grado di salvare noi dall’indifferenza e aiutare loro a graffiare il muro dell’isolamento e della solitudine.

Il Cinema come terapia può “far bene” alla salute e dispensare “benessere” e “sollievo”.

Le persone con Morbo di Alzheimer e con demenza in generale necessitano di maggiore attenzione. Sono persone smarrite e emotivamente fragili a causa della patologia. Tra i vari compiti del caregiver e dei familiari (e aggiungo anche degli operatori sanitari), vi è anche quello di fornire sostegno psicologico e far sentire costantemente la presenza e l’affetto all’assistito. Ciò per stimolare il paziente a mantenere aperto un canale di comunicazione fra loro ed il mondo che li circonda.
Alcuni film sono in grado di contribuire al compito di far comprendere i molteplici aspetti, ordinari o inconsueti, di questa malattia attraverso la sensibilità dell’arte. La visione di alcuni film per il loro valore didattico in toto o per l’intensità e la significatività di alcune scene e dialoghi, sarà motivo di commenti, riflessioni e approfondimenti critici per tutti quante le persone che si confrontano con questa malattia.

Soltanto nell’ultimissima stagione cinematografica sono usciti nelle sale italiane almeno 3 film che parlano di questa malattia, e ognuno di loro è stato stato accolto da un eccezionale risultato di pubblico e critica, per non parlare dei riconoscimenti internazionali (dagli Oscar agli EFA, dal Festival di San Sebastian ai premi Goya).

Primi tra gli ultimi, usciti al cinema

…e non è che la fine (o l’inizio)

Ma andando indietro nel tempo (e neppure troppo) la filmografia si fa sempre più corposa ( e anche in questo caso il bottino è ricco di premi ed elogi da parte di tutta quanta la stampa).

STILL ALICE
ARRUGAS
IRIS – UN AMORE VERO
UNA SCONFINATA GIOVINEZZA
AMOUR
POETRY
UNA SEPARAZIONE
NEBRASKA
AWAY FROM HER – LONTANO DA LEI
RESTA CON ME

Tutti quanti i film segnalati fin qui, al di là dell’indiscusso valore artistico, sono tra di loro accomunati da una visione della malattia affrontata soprattutto dal punto di vista del caregiver oltre che dal paziente. Questo elenco potrebbe rappresentare un ottimo serbatoio dal quale facilmente attingere titoli per organizzare cicli, conferenze, dibattiti, cineforum specifici sull’argomento per un pubblico sostanzialmente composto dagli operatori sanitari e dai parenti del malato. (N.B. Il tono drammatico che attraversa queste pellicole invece ne rende sconsigliabile la visione per i pazienti).

…e per “loro”? (insieme a noi)

Esistono tuttavia anche film tratteggiati da colori più “leggeri”, che riescono a parlare con ironia e dolcezza dei problemi e delle difficoltà che l’Alzheimer porta con sé. Alcuni dei titoli suggeriti di seguito potrebbero così essere visti e indicati anche per i pazienti stessi (ovviamente in relazione allo stadio della loro malattia).
E tra questi film potrebbe essere interessante organizzare cicli di proiezioni a scopo di evasione, ma anche terapeutico, alle quali potrebbero partecipare sia i malati che i cargiver e, perchè no, anche gli operatori sanitari.

ELLA E JOHN
FLORIDA
TUTTO QUELLO CHE VUOI
LE PAGINE DELLA NOSTRA VITA
QUARTET
LA FAMIGLIA SAVAGE
E SE VIVESSIMO TUTTI INSIEME
A SPASSO CON DAISY

Per chi volesse poi andare ancora più in profondità e addentrarsi cinematograficamente nella materia specifica, vi segnalo che oltre ai film citati sono usciti in altri paesi (e disponibili in Home Video o in streaming) diverse altre pellicole. Sono stati realizzati anche documentari e cortometraggi davvero interessanti, emozionati e propedeutici.
I film proposti non sono una lista esaustiva e completa,  ma offrono una panoramica per chi fosse interessato, partendo dai film e dal cinema, ad affrontare personalmente o a livello professionale (o perché no  terapeutico) l’Alzheimer attraverso un approccio nuovo, partecipativo e propositivo.

Per ogni altro suggerimento, informazione o sviluppo di progetti e consulenze inerenti l’argomento IL CINEMA CHE NON DIMENTICA. L’ALZHEIMER NEI FILM scrivetemi a info@infilmica.it